Corso SPE per AEEE
L’Associazione Europea per l’Educazione Economica AEEE Italia si occupa di formazione e aggiornamento di docenti di discipline economiche, giuridiche e aziendali attraverso corsi di aggiornamento, seminari e conferenze a livello nazionale e internazionale.
AISPE ha avviato una collaborazione con AEEE Italia, fornendo un minicorso in Storia del Pensiero Economico.
- Il Mercantilismo a cura di C. Sunna
Col termine Mercantilismo ci si riferisce a un insieme di teorie economiche eterogenee, orientate alla definizione delle politiche economiche dello Stato, sviluppate in Europa tra il XVI e il XVIII secolo. L’obiettivo primario dell’approccio mercantilista è quello di accrescere la ricchezza accumulata e, di conseguenza, la potenza dello Stato assoluto. Fra le politiche economiche proposte a tale scopo ci sono il protezionismo, al fine di mantenere la bilancia commerciale in attivo, e le politiche demografiche.
Parole chiave: bullonismo, mercantilismo, Thomas Mun, Jean-Baptiste Colbert, colonialismo, protezionismo.
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La Fisiocrazia e l’origine della ricchezza a cura di M. Mosca
La Fisiocrazia, fondata da François Quesnay, nella Francia della metà del XVIII secolo, è la prima scuola di pensiero economico. Essa concepiva l’economia come un sistema integrato governato da leggi positive ispirate al diritto naturale, schematicamente rappresentate nel Tableau économique. I fisiocrati identificarono l’agricoltura come unica fonte di surplus (produit net), classificarono le classi sociali in base alle loro funzioni economiche e svilupparono le prime teorie sul capitale e sulla circolazione del reddito sociale. Le loro principali raccomandazioni politiche – il laissez-faire e l’imposta unica sulla rendita fondiaria – miravano a promuovere lo sviluppo del settore agricolo.
Parole-chiave: François Quesnay, ordine naturale, classi produttive e sterili, prodotto netto, laissez-faire, imposta unica.
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Adam Smith e la Ricchezza delle Nazioni a cura di S. Fiori
Adam Smith è convenzionalmente riconosciuto come il fondatore dell’economia politica come disciplina autonoma e come scienza sistematica. Nella sua Indagine sulla Natura e le Cause della Ricchezza delle Nazioni (1776) l’autore individua nella divisione del lavoro la prima fonte della ricchezza delle nazioni ed elabora la prima teoria oggettiva del valore. Per comprendere la visione complessiva di Smith sulla società, è necessario integrare la lettura della Ricchezza delle Nazioni con la lettura della sua opera filosofica, Teoria dei Sentimenti Morali (1759).
Parole chiave: economia politica classica, divisione del lavoro, teoria del valore-lavoro, simpatia, spettatore imparziale.
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Ricardo e Say: le condizioni di uno sviluppo equilibrato del capitalismo a cura di A. Magliulo
Dopo Adam Smith, Ricardo in Inghilterra e J.B. Say in Francia sono tra i principali esponenti della scuola classica di economia. Say propone una visione armonica dello sviluppo capitalistico, fondata sulla legge degli sbocchi e sulla libera circolazione di beni e fattori produttivi, considerando gli interventi del governo come possibili ostacoli alla crescita. Ricardo riprende l’idea smithiana di uno sviluppo trainato dall’accumulazione del capitale, concentrandosi sulle leggi della distribuzione del reddito e individuando un conflitto tra capitalisti e proprietari terrieri; rielabora la teoria del valore basata sul lavoro e sostiene la libertà di commercio nei mercati internazionali.
Parole chiave: legge degli sbocchi, utilità, libero mercato, distribuzione del reddito, teoria del valore-lavoro, caduta del saggio di profitto, rendita differenziale, costi comparati.
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Karl Marx a cura di A. Le Donne
Karl Marx si occupò della comprensione dell’economia capitalistica e, partendo dalla critica agli economisti classici come A. Smith e D. Ricardo, diede il proprio contributo alla determinazione di concetti fondamentali dell’economia politica. Secondo la sua teoria del valore-lavoro il capitale si appropria del plusvalore generato dal lavoro sociale non pagato (pluslavoro), determinando lo sfruttamento della classe operaia. Marx analizza l’alienazione, le crisi cicliche di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, prefigurando il superamento inevitabile del sistema capitalistico attraverso la lotta di classe, la rivoluzione e l’approdo al socialismo.
Parole chiave: critica all’economa politica classica, teoria del valore-lavoro, plusvalore, sfruttamento e alienazione, superamento del capitalismo.
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I Marginalisti a cura di M. Mosca
La teoria economica marginalista si afferma a partire dagli anni Settanta del XIX secolo grazie ai suoi tre padri fondatori: l’inglese William Stanley Jevons, l’austriaco Carl Menger e il francese Léon Walras, i quali giungono in modo indipendente a risultati analoghi e metodologie convergenti. La scienza economica viene da loro rielaborata sul modello delle scienze naturali, spostando l’attenzione dagli aggregati sociali e dalla teoria oggettiva del valore (basata sul lavoro) al comportamento dei singoli individui e alla teoria soggettiva del valore (basata sull’utilità marginale).
Parole chiave: Rivoluzione marginalista, economics, teoria soggettiva del valore, utilità marginale, teoria della distribuzione del reddito.
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Alfred Marshall neoclassico a cura di F. Masini
Realizzando una sintesi tra pensiero classico e marginalista, Alfred Marshall utilizza il metodo dell’equilibrio parziale per analizzare il funzionamento del mercato fondando l’approccio neoclassico. Riprende e innova la tradizione classica, introducendo dal lato dell’offerta una dimensione temporale, attraverso la distinzione tra brevissimo, breve, lungo e lunghissimo periodo. Dal lato della domanda si basa invece sulla teoria dell’utilità marginale, dando così luogo alla rappresentazione dell’equilibrio attraverso la croce marshalliana della domanda e dell’offerta. Attraverso lo studio del surplus del consumatore e del produttore, dell’elasticità della domanda, dei rendimenti di scala, fornisce gli strumenti analitici fondamentali della moderna microeconomia.
Parole chiave: domanda e offerta, equilibrio di mercato, equilibrio parziale, elasticità della domanda, surplus del consumatore e del produttore.
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Keynes e la nascita della moderna macroeconomia a cura di A. Magliulo
Fondatore della moderna macroeconomia, John Maynard Keynes fu allievo di Marshall e consigliere economico del governo inglese. L’analisi keynesiana si evolve attraverso tre periodi principali: gli anni ’20, con la critica al sistema monetario a cambi fissi basato sul gold standard e la proposta di orientare la politica monetaria verso la stabilità dei prezzi interni; nei primi anni ’30, con la riflessione sulla Grande Depressione e lo sviluppo di una teoria del ciclo economico fondata sul rapporto tra risparmio e investimento; nel decennio 1936-1946, con la Teoria generale, attraverso l’analisi dell’equilibrio di sottoccupazione e la proposta di sostenere la domanda aggregata con politiche economiche espansive al fine di raggiungere e preservare la piena occupazione.
Parole chiave: Grande Depressione, ciclo economico, domanda aggregata, politica monetaria, politica fiscale, macroeconomia.
Attività
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